|
L'Oratorio dell'Ascensione
al Palazzolo (sec. XV) conserva affreschi dipinti intorno
al 1483 da Lorenzo D'Alessandro da San Severino Marche.
La Chiesa di San Giacomo (sec.
XIII-XVIII) è attigua al Convento delle Agostiniane oggi sede del
"Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola". Interessanti
i portali con arco a sesto acuto e bassorilievi romanico-gotici.
Sull'altare maggiore rimangono le lunette di un polittico dei primi
anni del Cinquecento, attribuito a Girolamo Nardini. Interessanti
una tela di Claudio Ridolfi (1570-1644), un Crocifisso ligneo del
primo Quattrocento e i resti di una Crocifissione in affresco.
La Cappella dei Magi (sec. XVII)
racchiude, come un prezioso scrigno, un piccolo gioiello d'arte
barocca, perfetta fusione d'architettura, scultura e pittura. Sull'altare
marmoreo, l'Adorazione dei Magi di Aurelio Lomi (1556-1622), fratello
di Orazio Gentileschi. L'apparato decorativo è costituito da stucchi
dorati e da otto statue in gesso di Profeti e Sibille. Custodisce
una Pietà in arenaria policroma del XV secolo, due tele di Giovanni
Francesco Ferri (1701-1775) e una di Ercole Ramazzani (1535 c.-1598).
La Chiesa di Sant'Andrea in Concattedrale
(Duomo) fu edificata nel 1258 dai frati Agostiniani.
Modificata nel corso dei secoli, conserva l'antica torre campanaria
romanico-gotica. L'interno, a tre navate, presenta elementi barocchi
e neoclassici. Custodisce tele di Terenzio Terenzi detto il Rondolino
(1575-1621), di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775), di Gian Andrea
Urbani (?-1632) discepolo del Barocci, di Luca Giordano detto il
"Fapresto" (1634-1705), di Jean Boulanger (1606-1660) discepolo
del Reni, di Giovanni Anastasi (1623-1704). Importanti un Crocifisso
dipinto su tavola del XIV secolo, attribuito allo Pseudo Palmerucci
e un altro Crocifisso in terracotta del XVI secolo. Di notevole
interesse altari, statue e manufatti in legno: l'Angelo Custode
(sec. XVII), la Madonna dei Sette Dolori e il Cristo Morto (sec.
XVII-XVIII), un Crocifisso (sec. XVIII), la Gloria e la Macchina
Processionale dei Santi Protettori (sec. XVIII). Notevole il Reliquiario
del Capo di San Secondo, fine lavoro di oreficeria gotica in rame
dorato, argento e smalti del XV secolo.
La Chiesa di Santa Maria delle Tinte
(sec. XVIII) fu voluta dalla Corporazione dei Tintori e Lanaioli
che aveva i propri laboratori nel quartiere. E' una costruzione
in mattoni con cupola ottagonale, l'interno è ricco di fregi e statue
in stucco bianco. Custodisce tele di Giovanni Anastasi (1623-1704),
di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775), di Scuola Veneta e Baroccesca.
Interessanti le panche del XVIII secolo dipinte con stemmi e motivi
floreali.
La Chiesa di San Marco (sec.
XVIII) fu costruita trasformando completamente la struttura originaria
del XIII secolo. L'interno è in stile barocco-rococò con sull'altare
maggiore una tela di Giovanni Francesco Guerrieri (1589-1656). Diversi
i dipinti settecenteschi, interessanti il Battistero del 1782, il
Crocifisso ligneo del XVII secolo e l'Organo del 1725.
La Chiesa di San Francesco fu
fondata nel 1255 forse dai diretti discepoli del poverello di Assisi.
E' l'elemento dominante del panorama pergolese, si erge sul ciglio
del terrazzo che sovrasta la confluenza del Cinisco nel Cesano sostenuto
dalle antiche mura. La facciata ha un portale a sesto acuto in pietra
arenaria del XIV secolo, la cupola e il campanile a seguito di eventi
sismici, sono stati ricostruiti all'inizio del Novecento. L'interno,
a croce latina, fu trasformato nei secoli XVII e XVIII. Custodisce
tele di Giovanni Antonio Scaramuccia (1580-1650), di Giovanni Anastasi
(1623-1704), di Lavinia Fontana (1552-1614), di Giovanni Battista
Ragazzini, di Domenico Corvi (1721-1803), di Giovanni Francesco
Ferri (1701-1775) e di Antonio Viviani detto il Sordo (1560-1620)
discepolo del Barocci. Tra le statue in legno interessanti il San
Nicola da Tolentino del 1685, il Cristo Morto del XVIII secolo e
l'Immacolata Concezione del 1692 del veneziano Jacopo Piazzetta
(1640-1705). L'opera principale è il Crocifisso su tavola del XIV
secolo attribuito a Mello da Gubbio. Era in questa chiesa un tempo
un capolavoro dell'arte italiana, la pala della Immacolata Concezione
di Carlo Crivelli (1430 c.-1495 c.) datata 1492, ora alla National
Gallery di Londra. L'organo del XVII secolo, qui dal 1965, proviene
dalla Basilica di San Pietro in Vaticano.
Il Convento di San Francesco
(sec. XVI) conserva pochi elementi della costruzione originaria
del XIII secolo. Il chiostro, nella loggetta superiore, mostra una
interessante finestra con elementi romanico-gotici.
La Chiesa di San Biagio in Santa Maria
del Ponte (sec. XVIII) esisteva prima della fondazione
di Pergola ma fu gravemente danneggiata dal terremoto del 3 giugno
del 1781 e interessata da un incendio nel 1897. L'interno, a navata
unica, presenta una tela attribuita a Francesco Allegrini (1614-1670)
e otto cornici secentesche in legno intagliato e dorato che racchiudono
interessanti dipinti.
L'Auditorium, ovvero l'antica
Chiesa di Santa Maria di Piazza
(sec. XIX) è ritenuta la prima della città. Esisteva fin dall'inizio
del secolo XI anche se fu trasformata nel 1831. Della costruzione
romanico-gotica originaria rimangono poche tracce. Appoggiava sul
muro della chiesa un pergolato di viti dal quale deriva il nome
di Pergola. L'interno a navata unica, conserva una tela di Claudio
Ridolfi (1570-1644) in deposito presso il Museo dei Bronzi Dorati.
Interessanti alcune parti di affreschi del XV secolo.
La Collegiata di Sant'Andrea Apostolo
(sec. XIII) fu voluta dai monaci di Fonte Avellana e modificata
nel XVII secolo. Il campanile originario, attuale Torre Civica,
è stato completamente stravolto nel 1927 assumendo un aspetto falsamente
gotico. L'interno a navata unica, conserva tele di Claudio Ridolfi
(1570-1644) e di Jacopo Palma il Giovane (1544-1628) discepolo del
Tiziano in deposito presso il Museo dei Bronzi Dorati. Principali
palazzi, il teatro, la rocca.
Il Palazzo Comunale (sec. XVIII)
fu iniziato nel 1750 su progetto dell'architetto G. F. Bonamici
e terminato nel 1760 dall'architetto R. Compagnini. Fu costruito
in previsione del conferimento a Pergola del titolo di città da
parte di papa Benedetto XIV. Presenta al piano terra un ampio loggiato
e all'interno uno scalone d'onore, con statua in pietra di San Secondo
del XV secolo, che porta al piano di rappresentanza dove troviamo
la Sala del Consiglio che ospita una terracotta invetriata di Scuola
Robbiana dei primi anni del XVI secolo attribuita a Francesco Della
Robbia (frate Ambrogio), settimo figlio di Andrea, qui dal 1932.
Nella sala ci sono i busti in marmo di papa Benedetto XIV e del
cardinale Nicola Antonelli.
Palazzo Mattei Baldini fu costruito
nel XVI secolo poi modificato nel 1832.
Palazzo Ginevri Latoni (sec.
XVIII) fu voluto nel XIV secolo dai Montaini, feudatari di Montajate,
poi appartenne ai Malatesta signori di Fano. Oggi presenta elementi
neoclassici con un caratteristico balcone e una fascia centrale
riccamente decorata.
Palazzo Giannini Bruschi (sec.
XVIII), acquistato dalla famiglia Bruschi dopo il 1846, è uno dei
palazzi più sontuosi della città. E' costituito da diverse sale,
dipinte da maestranze locali e da una cappella privata. Interessanti
alcune porte a intarsio in legno pregiato e due scale a chiocciola
in pietra arenaria.
Palazzo Giannini (sec. XVIII)
assume questo nome dall'ultimo proprietario, ma fu costruito dalla
famiglia dei conti Cini trasferitasi a Venezia nel 1749. Fu restaurato
nel 1961 riacquistando lo splendore di un tempo. L'interno, con
numerose sale, presenta una cappella privata e, nel salone del piano
nobile, un raffinato camino decorato nel 1787 con stucchi raffiguranti
scene mitologiche da un artista chiamato Marco milanese che si rifà
allo stuccatore Federico Brandani.
Palazzo Bruschi (sec. XVIII)
con facciata in cotto e importante portale bugnato sormontato da
una ringhiera in ferro battuto, ha all'interno interessanti sale
nel piano nobile e conserva suggestivi sotterranei.
Palazzo Malatesta (sec. XV),
già carcere, sarà aperto ad attività culturali. Pur presentando
elementi architettonici successivi come il portale bugnato del XVI
secolo, mostra il muro perimetrale in pietra e numerosi archi gotici
chiusi. Appartenne ai Malatesta che governarono la città dagli ultimi
due decenni del XIV secolo ai primi tre del XV secolo.
Il Teatro Angel Dal Foco (sec.
XVIII), così chiamato in epoca risorgimentale in onore del celebre
capitano di ventura pergolese attivo nel XV secolo, è opera dell'architetto
R. Compagnini che ristrutturò il precedente Teatro della Luna del
1696 ricavato nei magazzini dell'Abbondanza. Tipico per la caratteristica
pianta a U, ha tre ordini di palchi sovrastati da un loggione con
balconata aperta. I ruderi della Rocca (secoli XI e XV) sovrastano
su di un colle l'intera città. Esisteva qui una torre prima della
fondazione di Pergola che Federico da Montefeltro ampliò dopo il
1459, incaricando l'architetto senese Francesco di Giorgio Martini.
Agli inizi del XVI secolo Guidubaldo da Montefeltro ordinò di demolire
la Rocca di Pergola. Nel 1565 iniziarono i lavori per edificare
un convento dedicato a Santa Vittoria ma per mancanza di fondi il
progetto rimase incompiuto. Oggi, circondati da una fitta vegetazione
spontanea, possiamo vedere Palazzo Fulvi Cittadini di aspetto ottocentesco,
due torrioni diroccati, la cerchia di mura perimetrali, la camera
del delitto Varano con affreschi del XVII secolo, parte dei sotterranei
con volta a botte e la Cappella Gentilizia. Da qui si gode una vista
panoramica che spazia sull'intero centro storico.
Questa è Pergola in provincia di Pesaro e Urbino, Comunità Montana
del Catria e Cesano, nella Regione Marche.
Testo a cura di Graziano Ilari (Associazione Angel Dal Foco)
|