Pergola, la città dei Bronzi Dorati
Da non perdere il Museo dei Bronzi dorati e della Città di Pergola nel quale è custodito l’unico gruppo di bronzi dorati esistente al mondo, ritrovato nella frazione di Cartoceto.
Pergola
La Città di Pergola si trova nell’entroterra delle Marche sulla confluenza dei fiumi Cinisco e Cesano, a circa 265 metri sul livello del mare, adagiata sulle colline ai piedi del massiccio del Monte Catria (a circa 1702 m.), in provincia di Pesaro e Urbino.
Il territorio ha una popolazione di 6697 abitanti e un’estensione di circa 113,47 km quadrati, che comprende sia la città che le sue frazioni:
Bellisio Solfare, Bellisio Alto, Percozzone, Fenigli, Mezzanotte, Montaiate, Monterolo, Montesecco, Montevecchio, Cartoceto, Pantana e Pantana Serrarlta.
- Il Santo Patrono di Pergola è San Secondo e si festeggia il 1° Giugno.
- Il mercato settimanale si svolge nel centro storico ogni sabato mattina mentre la Fiera cittadina si svolge tradizionalmente il primo sabato dopo Ferragosto.
- La Fiera del Tartufo Bianco pregiato si svolge nel centro storico le prime tre domeniche di ottobre di ogni anno.
- La Festa del Vino si svolge nel centro storico l’ultima domenica di luglio di ogni anno.
Il Viaggiatore a Pergola
L’accoglienza turistica è curata e organizzata dal “ Viaggiatore a Pergola”. Un gruppo di volontari, curiosi loro stessi delle immense caratteristiche artistiche e culturali della città, si è fatto promotore di accoglienza ai turisti. Negli anni si è andata tessendo una rete di passa parola su questa bellissima iniziativa, in ogni stagione si avvicendano tanti visitatori che trovano un accoglienza calorosa.
Cenni storici
Il territorio pergolese fu abitato da Umbri, Etruschi e Galli Senoni e fu dominato romano al centro dei Municipi di Sentinum, Suasa Senonum e Forum Sempronii.
Non lontano dalla consolare Flaminia, furono rinvenuti i Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola (I sec. a.C.), in Località Santa Lucia di Calamello, il 26 giugno 1946.
Seguì la dominazione dei Franchi e della Chiesa.
Nel 1155 il territorio fu annesso al Comune di Gubbio per volontà dell’Imperatore Federico Barbarossa e Pergola fu fondata proprio nel 1234 dagli Eugubini con l’aiuto degli abitanti dei castelli vicini al luogo designato.
Nel 1385 entrò a far parte della Signoria di Pandolfo Malatesta fino al 1429 poi, passò sotto la Marca.
Fino al 1459 Pergola attraversò un periodo travagliato da lotte di supremazia fra le varie dinastie dei Visconti di Milano, dei Medici di Firenze, degli Sforza, dei Malatesta, dei Montefeltro con l’intervento della Repubblica di Venezia e della Santa Sede. Con la sconfitta di Sigismondo Malatesta fu annessa al Ducato di Urbino retto da Federico da Montefeltro.
Il 21 giugno 1502 il duca Valentino prese Urbino. Nella Rocca di Pergola, ordinò un atto di efferata violenza, fece strangolare Giulio Cesare da Varano, Signore di Camerino, e tre dei suoi quattro figli. La leggenda vuole che ancora oggi, se ci si aggira di notte fra quei ruderi e per le cantine e i sotterranei del centro storico, si sentano i rantoli e i lamenti dei poveri sventurati.
Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, il Ducato di Urbino passò allo Stato Pontificio fino al 1860, quando fu annesso al Regno d’Italia. Sotto il Papato, Pergola ebbe il conferimento del titolo di “Città” il 18 maggio 1752 su decreto di papa Benedetto XIV. Durante il pontificato di papa Pio VI fu istituita in città una zecca che coniava “Baiocchi”, attiva fra il 1796 e il 1799.
Nei secoli XVII e XVIII Pergola raggiunse la massima espansione economica con l’incrementarsi delle attività tessili, di tintoria e della concia delle pelli. La dominazione napoleonica si rese protagonista di gravi spoliazioni del patrimonio artistico.
Prima città delle Marche ad insorgere contro il potere temporale dei papi l’8 settembre 1860, Pergola fu insignita di medaglia d’oro al valore risorgimentale.
La città ha dato un elevato tributo di uomini e forze nei due eventi bellici mondiali del XX secolo.
Testo a cura di Graziano Ilari (Associazione Angel Dal Foco)
Il Museo
Oltre ai Bronzi Dorati il Museo ospita una sezione pinacoteca con opere provenienti dal territorio, una sezione numismatica con una ricca collezione, una sala dedicata a reperti romani, degli arredi lignei settecenteschi e ha inoltre una sezione dedicata all’arte contemporanea con numerose incisioni del noto artista pergolese Walter Valentini.
Periodicamente il Museo è sede anche di mostre temporanee.
La prenotazione è consigliata solo per gruppi numerosi comunque i riferimenti sono i seguenti:
- Tel. 0721-734090 / 7373278
- museo.bronzidorati@libero.it
- culturaturismo@comune.pergola.pu.it
Orari
- Mattino 10.00 – 12.30
- Pomeriggio 15.30 – 18.30
(lunedì chiuso)
Lunedì di Pasqua e 1 Giugno (festa del Patrono) APERTO
Luglio Agosto aperto tutti i giorni fino alle 19.00
Biglietto
INTERO € 7,00
RIDOTTO A € 6,00
(over 65, soci Coop Alleanza 3.0, Soci TCI, Soci FAI, Giornalisti, Dipendenti MiC, gruppi > 10 persone)
RIDOTTO B € 4,00 (15-18 anni, Studenti Universitari, Scuole Secondarie di Secondo Grado)
Info: www.bronzidorati.com
Per quanto riguarda la visita al resto della Città di Pergola nei giorni festivi e prefesitvi alle ore 17.00 il gruppo di volontari Pro loco denominato I VIAGGIATORI organizza su prenotazione degli itinerari in alcuni siti di interesse artistico della città.
Questo servizio (gratuito) che, previo accordo e verifica delle disponibilità, può essere svolto anche in altro orario, si può prenotare anche da qui.
Principali chiese, conventi, oratori
L’Oratorio dell’Ascensione al Palazzolo
(sec. XV) conserva affreschi dipinti intorno al 1483 da Lorenzo D’Alessandro da San Severino Marche.
Chiese e conventi
Chiesa di San Francesco
Fu fondata nel 1255 forse dai diretti discepoli del poverello di Assisi. E’ l’elemento dominante del panorama pergolese, si erge sul ciglio del terrazzo che sovrasta la confluenza del Cinisco nel Cesano sostenuto dalle antiche mura. La facciata ha un portale a sesto acuto in pietra arenaria del XIV secolo, la cupola e il campanile a seguito di eventi sismici, sono stati ricostruiti all’inizio del Novecento. L’interno, a croce latina, fu trasformato nei secoli XVII e XVIII. Custodisce tele di Giovanni Antonio Scaramuccia (1580-1650), di Giovanni Anastasi (1623-1704), di Lavinia Fontana (1552-1614), di Giovanni Battista Ragazzini, di Domenico Corvi (1721-1803), di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775) e di Antonio Viviani detto il Sordo (1560-1620) discepolo del Barocci. Tra le statue in legno interessanti il San Nicola da Tolentino del 1685, il Cristo Morto del XVIII secolo e l’Immacolata Concezione del 1692 del veneziano Jacopo Piazzetta (1640-1705). L’opera principale è il Crocifisso su tavola del XIV secolo attribuito a Mello da Gubbio. Era in questa chiesa un tempo un capolavoro dell’arte italiana, la pala della Immacolata Concezione di Carlo Crivelli (1430 c.-1495 c.) datata 1492, ora alla National Gallery di Londra. L’organo del XVII secolo, qui dal 1965, proviene dalla Basilica di San Pietro in Vaticano.
Il Convento di San Francesco (sec. XVI) conserva pochi elementi della costruzione originaria del XIII secolo. Il chiostro, nella loggetta superiore, mostra una interessante finestra con elementi romanico-gotici.
Chiesa di Sant’Andrea in Concattedrale (Duomo)
Fu edificata nel 1258 dai frati Agostiniani. Modificata nel corso dei secoli, conserva l’antica torre campanaria romanico-gotica. L’interno, a tre navate, presenta elementi barocchi e neoclassici. Custodisce tele di Terenzio Terenzi detto il Rondolino (1575-1621), di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775), di Gian Andrea Urbani (?-1632) discepolo del Barocci, di Luca Giordano detto il “Fapresto” (1634-1705), di Jean Boulanger (1606-1660) discepolo del Reni, di Giovanni Anastasi (1623-1704). Importanti un Crocifisso dipinto su tavola del XIV secolo, attribuito allo Pseudo Palmerucci e un altro Crocifisso in terracotta del XVI secolo. Di notevole interesse altari, statue e manufatti in legno: l’Angelo Custode (sec. XVII), la Madonna dei Sette Dolori e il Cristo Morto (sec. XVII-XVIII), un Crocifisso (sec. XVIII), la Gloria e la Macchina Processionale dei Santi Protettori (sec. XVIII). Notevole il Reliquiario del Capo di San Secondo, fine lavoro di oreficeria gotica in rame dorato, argento e smalti del XV secolo.
Chiesa di Santa Maria delle Tinte
(sec. XVIII) fu voluta dalla Corporazione dei Tintori e Lanaioli che aveva i propri laboratori nel quartiere. E’ una costruzione in mattoni con cupola ottagonale, l’interno è ricco di fregi e statue in stucco bianco. Custodisce tele di Giovanni Anastasi (1623-1704), di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775), di Scuola Veneta e Baroccesca. Interessanti le panche del XVIII secolo dipinte con stemmi e motivi floreali.
Chiesa di San Giacomo
(sec. XIII-XVIII) è attigua al Convento delle Agostiniane oggi sede del “Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola”. Interessanti i portali con arco a sesto acuto e bassorilievi romanico-gotici. Sull’altare maggiore rimangono le lunette di un polittico dei primi anni del Cinquecento, attribuito a Girolamo Nardini. Interessanti una tela di Claudio Ridolfi (1570-1644), un Crocifisso ligneo del primo Quattrocento e i resti di una Crocifissione in affresco.
Chiesa di San Biagio in Santa Maria del Ponte
(sec. XVIII) esisteva prima della fondazione di Pergola ma fu gravemente danneggiata dal terremoto del 3 giugno del 1781 e interessata da un incendio nel 1897. L’interno, a navata unica, presenta una tela attribuita a Francesco Allegrini (1614-1670) e otto cornici secentesche in legno intagliato e dorato che racchiudono interessanti dipinti.
Cappella dei Magi
(sec. XVII) racchiude, come un prezioso scrigno, un piccolo gioiello d’arte barocca, perfetta fusione d’architettura, scultura e pittura. Sull’altare marmoreo, l’Adorazione dei Magi di Aurelio Lomi (1556-1622), fratello di Orazio Gentileschi. L’apparato decorativo è costituito da stucchi dorati e da otto statue in gesso di Profeti e Sibille. Custodisce una Pietà in arenaria policroma del XV secolo, due tele di Giovanni Francesco Ferri (1701-1775) e una di Ercole Ramazzani (1535 c.-1598).
Chiesa di San Marco
(sec. XVIII) fu costruita trasformando completamente la struttura originaria del XIII secolo. L’interno è in stile barocco-rococò con sull’altare maggiore una tela di Giovanni Francesco Guerrieri (1589-1656). Diversi i dipinti settecenteschi, interessanti il Battistero del 1782, il Crocifisso ligneo del XVII secolo e l’Organo del 1725.
Chiesa di Santa Maria di Piazza (auditorium)
(sec. XIX) è ritenuta la prima della città. Esisteva fin dall’inizio del secolo XI anche se fu trasformata nel 1831. Della costruzione romanico-gotica originaria rimangono poche tracce. Appoggiava sul muro della chiesa un pergolato di viti dal quale deriva il nome di Pergola. L’interno a navata unica, conserva una tela di Claudio Ridolfi (1570-1644) in deposito presso il Museo dei Bronzi Dorati. Interessanti alcune parti di affreschi del XV secolo. La Collegiata di Sant’Andrea Apostolo (sec. XIII) fu voluta dai monaci di Fonte Avellana e modificata nel XVII secolo. Il campanile originario, attuale Torre Civica, è stato completamente stravolto nel 1927 assumendo un aspetto falsamente gotico. L’interno a navata unica, conserva tele di Claudio Ridolfi (1570-1644) e di Jacopo Palma il Giovane (1544-1628) discepolo del Tiziano in deposito presso il Museo dei Bronzi Dorati. Principali palazzi, il teatro, la rocca.
Palazzi
Palazzo comunale
Il Palazzo Comunale (sec. XVIII) fu iniziato nel 1750 su progetto dell’architetto G. F. Bonamici e terminato nel 1760 dall’architetto R. Compagnini. Fu costruito in previsione del conferimento a Pergola del titolo di città da parte di papa Benedetto XIV. Presenta al piano terra un ampio loggiato e all’interno uno scalone d’onore, con statua in pietra di San Secondo del XV secolo, che porta al piano di rappresentanza dove troviamo la Sala del Consiglio che ospita una terracotta invetriata di Scuola Robbiana dei primi anni del XVI secolo attribuita a Francesco Della Robbia (frate Ambrogio), settimo figlio di Andrea, qui dal 1932. Nella sala ci sono i busti in marmo di papa Benedetto XIV e del cardinale Nicola Antonelli.
Palazzo Mattei Baldini fu costruito nel XVI secolo poi modificato nel 1832.
Palazzo Ginevri Latoni (sec. XVIII) fu voluto nel XIV secolo dai Montaini, feudatari di Montajate, poi appartenne ai Malatesta signori di Fano. Oggi presenta elementi neoclassici con un caratteristico balcone e una fascia centrale riccamente decorata.
Palazzo Giannini Bruschi (sec. XVIII), acquistato dalla famiglia Bruschi dopo il 1846, è uno dei palazzi più sontuosi della città. E’ costituito da diverse sale, dipinte da maestranze locali e da una cappella privata. Interessanti alcune porte a intarsio in legno pregiato e due scale a chiocciola in pietra arenaria.
Palazzo Giannini (sec. XVIII) assume questo nome dall’ultimo proprietario, ma fu costruito dalla famiglia dei conti Cini trasferitasi a Venezia nel 1749. Fu restaurato nel 1961 riacquistando lo splendore di un tempo. L’interno, con numerose sale, presenta una cappella privata e, nel salone del piano nobile, un raffinato camino decorato nel 1787 con stucchi raffiguranti scene mitologiche da un artista chiamato Marco milanese che si rifà allo stuccatore Federico Brandani.
Palazzo Bruschi (sec. XVIII) con facciata in cotto e importante portale bugnato sormontato da una ringhiera in ferro battuto, ha all’interno interessanti sale nel piano nobile e conserva suggestivi sotterranei.
Palazzo Malatesta (sec. XV), già carcere, sarà aperto ad attività culturali. Pur presentando elementi architettonici successivi come il portale bugnato del XVI secolo, mostra il muro perimetrale in pietra e numerosi archi gotici chiusi. Appartenne ai Malatesta che governarono la città dagli ultimi due decenni del XIV secolo ai primi tre del XV secolo.
























